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  16/05/2013 [segue]
  Mediazione: Il punto 26) della relazione dei saggi suggerisce l'impiego di sistemi alternativi di risoluzione delle controversie, anche attraverso la previsione di forme obbligatorie. La nuova opportunita' per organismi di mediazione e professionisti  
 
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  16/05/2013
 Mediazione: Il punto 26) della relazione dei saggi suggerisce l'impiego di sistemi alternativi di risoluzione delle controversie, anche attraverso la previsione di forme obbligatorie. La nuova opportunita' per organismi di mediazione e professionisti
 

  La relazione del gruppo di lavoro sulle riforme istituzionali, istituito dal Presidente della Repubblica, On.le Giorgio Napolitano, il 30 marzo 2013, portata a termine nella successiva data del 12 aprile 2013 a firma dei “saggi” Mario Mauro, Valerio Onida, Gaetano Quagliariello e Luciano Violante, ha riacceso la speranza di tantissimi mediatori e ravvivato l’attività di numerosi organismi di mediazione. Dopo una fase di momentaneo stand-by, società e professionisti della mediazione hanno salutato, infatti, con vivace entusiasmo il punto 26) del documento relazionale che ha sottolineato – in supporto a quanto già sostenuto dal precedente governo - l’opportunità di ricorrere a forme obbligatorie di risoluzione delle controversie, in via stragiudiziale, mediante procedure di conciliazione tra le parti. Dopo la pronuncia della Corte Costituzionale (sentenza n°272 del 2012), che ha dichiarato illegittimo – per eccesso di delega - il decreto legislativo n°28/2010, nella parte in cui aveva previsto l’obbligatorietà della procedura conciliativa, è giunta invece l’attesa notizia di un rispolvero della mediazione. Al punto 26), i saggi hanno, infatti, così scritto: “Per la giustizia civile si propone (punto a) l’instaurazione effettiva di sistemi alternativi (non giudiziari) di risoluzione delle controversie, specie di minore entità”.  Ed in merito alle caratteristiche procedurali, hanno poi suggerito “la previsione di forme obbligatorie di mediazione”, altresì evidenziando la necessità di “effettivi incentivi per le parti ed adeguate garanzie di competenza, di imparzialità e di controllo degli organi della mediazione”. Le direttive riformatrici delineate dai “saggi” sembrano aver tracciato un nuovo solco, un’ulteriore opportunità di sviluppo. I parlamentari dovranno cogliere gli stimoli giusti per un’adeguata riqualificazione della conciliazione stragiudiziale. Il miglioramento dell’assetto regolamentare della procedura, soprattutto in termini di efficienza e convenienza, costituisce oggi un obiettivo che va assolutamente perseguito, anche in relazione al decongestionamento del contenzioso giudiziale. Il gruppo di lavoro, costituito per individuare le riforme più adatte alla crescita del Paese, ha intravisto nella mediazione una possibilità di ulteriore slancio.



                                                                            Giulio Sferragatta

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